Slang for Drunk

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Slang for drunk

Slang for drunk

“…la prima volta che vidi suonare gli Slang for Drunk ne  rimasi folgorato, mi sembrava di essere ad un party orgiastico, un delirio collettivo surrealista, erano l’ideale colonna sonora per una festa di matrimonio  dove ormai tutti sono ubriachi, le cravatte snodate le camicie aperte e lo sposo è quasi privo di sensi e gli invitati spappolati  ed il testimone nel frattempo soddisfa da tergo la sposa tra l’indifferenza generale !  Cosi’  per una ciotola di riso ed una pacca sulla spalla, gli chiesi di aderire ad un fantomatico progetto . Punk is dead, que viva il punk…”

“Passione e convinzione, arroganza e attitudine”. Queste parole, che si leggono sul primo ep della band uscito nell’ottobre 2009, bastano a descrivere il fenomeno Slang for Drunk e ad inquadrarlo dentro le quattro scalcinate mura di una cantina. Le sonorità della band richiamano un punk ‘77 scolpito nel rock’n'roll e nel garage, difficile da inquadrare, ma certamente diretto ed incisivo. Le recensioni a loro carico così recitano:

“garage-punk selvaggio, ruvido, sporco, tirato e incline a influenze streetrock anni ’80.” (lamette.it)

“Punk ‘77 investito da quintali di sudore passati per una cantina di Pordenone, da cui emergono reminescenze di Sex Pistols, Buzzcocks e Damned. Quei soliti accordi alla cazzo buttati su tutte le canzoni, arroganti e supponenti quanto basta.” (Rockit)

“garage punk ben concepito ed eseguito senza indecisioni. Le schitarrate leggermente acide e taglienti puzzano di scantinato come dovrebbero, la voce sguaiata e sapientemente sregolata si amalgama bene al contesto” (Punk4Free)

Brutti, sporchi e cattivi I cinque ragazzi di Pordenone infiammano dal lontano 2007 I palchi del nord italia supportando band quali U.S. Bombs, Swingin’ utters, The Bulemics, Dun 2 Def e molti altri. Dallo Stato di Naon hanno mosso guerra alle province di Treviso, di Padova, di Venezia, di Trento, di Milano, di Cremona e di Biella e per niente sazi di conquiste progettano ulteriori espansioni con il primo disco ora in lavorazione. Autoproduzione é la classica parola d’ordine per questo gruppo che marcia dritto per la sua strada, passo dopo passo, senza guardare indietro.